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DA VOLTERRA A PAESTUM

Dobbiamo confessare un piccolo insuccesso redazionale. Volevamo, infatti, dedicare la copertina all’oggetto riprodotto qui accanto. L’avrebbe davvero meritato. Abbiamo provato, per diverse ore, ma senza ottenere alcun risultato accettabile. Comunque la si metteva, la filiforme figura risultava irriconoscibile, pressoché invisibile. Alla fine, il grafico ha gettato… il mouse, ripiegando sull’immagine della bellissima pieve di S. Giovanni Battista, una delle tappe dell’itinerario toscano che proponiamo nel nostro speciale (vedi alle pp. 74-104). Ma torniamo alla snella silhouette di questa pagina. Molti dei lettori la conosceranno: è l’Ombra della Sera, uno dei capolavori dell’arte etrusca, conservato al Museo Etrusco Guarnacci di Volterra (la poetica denominazione sembra risalire a Gabriele D’Annunzio, che dalle «torri fulve e bige» della città toscana aveva tratto ispirazione per un suo celebre romanzo). Si tratta di una statuetta in bronzo, alta 57,4 cm, raffigurante un offerente, con le braccia distese lungo il corpo nudo, il sesso sporgente, i piedi uniti. Il volto è quello di un giovinetto, munito di un folto ciuffo di capelli con una scriminatura sul lato sinistro. Risale alla fine del III secolo a.C., al periodo ellenistico dell’arte etrusca. L’Ombra non è l’unica figurina del tipo cosí esageratamente allungato (vi sono anche l’Aruspice, conservato al Museo di Villa Giulia di Roma, o la dea proveniente dal santuario di Diana Nemorense, esposta al Museo del Louvre di Parigi) ma è, certamente, la piú celebre, destinata ad alimentare – con quella sua espressione enigmatica – l’eterno fascino del «mistero etrusco». Scoperta a Volterra, la statua entrò a far parte della collezione di Filippo Buonarroti, pronipote di Michelangelo. Nel 1737, l’erudito fiorentino Anton Francesco Gori la inserí nella sua opera Museum Etruscum. In seguito venne acquistata da Mario Guarnacci, il religioso appassionato e collezionista di antichità, che, nel 1761, la donò, insieme a tutta la sua raccolta, alla citta di Volterra. Nel 2014, studiosi dell’Istituto di Fisica applicata del CNR di Firenze hanno sottoposto l’Ombra alla verifica dei raggi laser, fugando cosí ogni dubbio sulla sua autenticità. Da qualche settimana, infine, è esposta in un nuovo allestimento, all’interno di una teca di vetro nella stanza 22 del Museo volterrano, interamente dedicata a lei. In attesa della vostra visita. Spostiamoci ora dalle colline della Toscana, per approdare, qualche centinaio di chilometri piú a sud, nella piana di Paestum. Qui, sotto lo sguardo severo dei maestosi santuari magno-greci, si svolgerà dal 26 al 29 di questo mese, la ventesima edizione della BMTA, la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Sin dall’inizio, dapprima come osservatore e poi sempre piú attivamente, la nostra rivista ha partecipato alla realizzazione di questo fondamentale appuntamento internazionale. Alle pagine 18-19 abbiamo raccolto, in occasione di questo importante anniversario, le considerazioni dell’ideatore e direttore della Borsa, Ugo Picarelli. Insieme vi invitiamo a raggiungerci nell’antica Poseidonia, dove, per quattro intense giornate, potrete incontrare l’archeologia di tutto il mondo.

Andreas M. Steiner

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