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SULLA COLLINA FATALE

Si è trattato forse di un «fermo» fisiologico ma, negli ultimi anni, intorno a Troia e agli straordinari risultati delle campagne di scavo – iniziate dall’archeologo Manfred Korfmann a partire dal 1988 e proseguite fino al 2011 – era calato il silenzio. Oppure, come inesorabilmente accade a tutte le grandi questioni culturali, anche il «caso Troia» non poteva sottrarsi alla temperie politica e sociale del momento. In verità, le avventurose vicende della collina affacciata sui Dardanelli si sono da sempre intrecciate con la politica. E non alludiamo tanto all’epico scontro tra Achei e Troiani, consumatosi nella piana antistante (quello sí, fantasticamente riproposto al grande pubblico, nel 2004, con il colossal Troy), quanto alle rocambolesche circostanze che, nella primavera del 1873, hanno accompagnato gli scavi intrapresi dal grande Heinrich Schliemann, culminati nella scoperta (e nel trafugamento da parte dello stesso Schliemann!) del mitico «tesoro di Priamo»: un evento epocale, pienamente calato, tuttavia, nel contesto geopolitico dell’Europa fin de siècle.

Cosí, in un’affascinante quanto impietosa indagine su quei mesi fatidici, due studiosi italiani non hanno esitato ad affermare che il geniale archeologo dilettante avesse «depredato il paese che lo ospitava (la Turchia ancora sotto dominio ottomano, n.d.r.) nella migliore tradizione coloniale» (Gianni Cervetti e Louis Godart, L’oro di Troia. La vera storia del tesoro scoperto da Schliemann, Torino 1996). E che dire, poi, della sorte novecentesca toccata ai celebri ori, dalla scomparsa durante la battaglia di Berlino del marzo 1945 fino al loro «ritrovamento» avvenuto negli anni Novanta (si vedano gli articoli apparsi su «Archeo» nn. 84 e 137, febbraio 1992 e 1996)? A rileggere le cronache di allora ritroviamo gli ingredienti di una perfetta spy story, narrata sullo sfondo di due decisivi avvenimenti che segnano la storia di quegli anni, il crollo del Muro di Berlino e la dissoluzione dell’Unione Sovietica. Ma torniamo alla nostra collina. Prendendo spunto dal ventennale dell’iscrizione del sito nella Lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, la Turchia ha dichiarato il 2018 «anno di Troia», annunciando, sempre per quest’anno, l’inaugurazione di un nuovo museo, il primo mai dedicato interamente al sito scoperto da Heinrich Schliemann. Il sipario sulle mitiche rovine di Hissarlik si sta, dunque, nuovamente levando...

Andreas M. Steiner

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